Ricostruzione unghie in acrilico: cos’è, come si fa, cosa serve

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Quella della ricostruzione unghie acrilico è una delle tecniche più antiche che si conoscano per creare delle unghie belle e dall’aspetto sano, con o senza allungamento. Già negli anni ’40 e ’50 del Novecento, infatti, le dive di Hollywood sfoggiavano una manicure perfetta, molto spesso frutto proprio della ricostruzione in acrilico. Vediamo allora in cosa consiste questa tecnica e come si realizza.

ricostruzione unghie acrilico

Che cos’è la ricostruzione unghie in acrilico

La ricostruzione unghie acrilico è una tecnica che si basa sull’utilizzo di una polvere ed una soluzione liquida (rispettivamente un polimero ed un monomero) che reagendo fra di loro creano una sostanza molle e malleabile, grazie alla quale potrà essere realizzata un’unghia ricostruita. Non servono lampade fotoindurenti né calore, né colle, ma occorre essere molto più scrupolose nel rinnovo rispetto al gel (l’acrilico va rimosso o rinnovato ogni 2 settimane, altrimenti l’unghia può danneggiarsi o infettarsi con delle micosi). In pratica si crea una specie di pallina che poi sarà modellata in maniera sapiente dall’onicotecnica o da chi si appresta a ricostruire o allungare l’unghia. Per la rimozione servirà invece una completa immersione in acetone.

Per quali persone è adatta

Questo tipo di ricostruzione è perfetto per chi ha unghie molto compromesse a causa dell’onicofagia (la mania di rosicchiarsi le unghie) che però raggiungono anche la pelle e le cuticole. A seconda delle esigenze chi esegue la ricostruzione in acrilico potrà decidere per un utilizzo sulla totalità o solo su una parte (sulla punta) dell’unghia. Se ben effettuata e se curata con scrupolo, tale tecnica può realmente portare beneficio alle unghie rovinate, che ricresceranno di nuovo sane.

Quali prodotti occorrono per realizzare la ricostruzione unghie acrilico

Non sono molti i prodotti necessari a realizzare una ricostruzione unghie in acrilico. Serviranno:

Come si effettua: i passaggi fondamentali

  1. La prima cosa da fare se si vogliono ottenere buoni risultati e non causare nessun problema alle unghie è quella di disinfettare le mani (sia quelle dell’onicotecnica che quelle della cliente) con un cleaner specifico;
  2. Passare poi a “sgrassare” con delicatezza la superficie ungueale con una lima buffer o a grana grossa per la ricostruzione;
  3. L’operazione di sgrassamento e di miglioramento dell’adesione va poi perfezionata con l’applicazione di un primer;
  4. Si sceglie poi il metodo più adatto da seguire per l’allungamento: con tip o cartine, secondo la preferenza e la situazione (vedi come procedere negli articoli dedicati qui);
  5. A questo punto ci si focalizza sull’acrilico: si immerge il pennello nel liquido monomero e poi lo si passa nella polvere fino ad ottenere una vera e propria pallina modellabile. Occorre essere molto abili in questo passaggio perché se non si è esperte il composto potrebbe risultare o troppo liquido o troppo secco e granuloso, quindi inservibile. Serve perciò molta pratica, ma in generale si può dire che una proporzione di 2:1 (polvere:liquido) di solito è quella giusta;
  6. In caso di scelta del metodo di allungamento con cartine, questa sostanza ottenuta va modellata sulla cartina;
  7. Si termina di modellare la forma delle unghie prima con una lima a grana grossa, poi con un’altra lima a grana fine;
  8. Si sigilla e si fa asciugare all’aria.

 

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